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		<title>Verso una democrazia informata: dubbi, riflessioni, scelte</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Apr 2011 11:18:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>m.caines</dc:creator>
				<category><![CDATA[architecture]]></category>
		<category><![CDATA[events]]></category>
		<category><![CDATA[Democracy Biennal 2011]]></category>
		<category><![CDATA[public space]]></category>
		<category><![CDATA[Rem Koolhaas]]></category>

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		<description><![CDATA[Post diGricelys Rosario Recensione della conferenza di Rem Koolhaas: “Architettura e democrazia” Biennale Democrazia 2011 l Teatro Carignano l Torino, 15 Aprile 2011 Sponsorizzata dalla Fondazione Ordine Architetti Torino (Fondazione OAT) © Jana Sebestova, foto concesse da Fondazione OAT Ciò che ci si poteva aspettare era un riconoscimento degli indiscutibili contributi apportati dalla democrazia alla [...]]]></description>
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<p>Post di<a href="http://www.cluster.eu/gricelys-rosario-pina/" target="_blank">Gricelys Rosario</a></p>
<p><strong>Recensione della conferenza di Rem Koolhaas: “Architettura e democrazia” </strong><br />
Biennale Democrazia 2011 l Teatro Carignano l Torino, 15 Aprile 2011<br />
Sponsorizzata dalla Fondazione Ordine Architetti Torino (<a href="http://www.to.archiworld.it/OTO/Engine/RAServePG.php/P/26591OTO2112/" target="_blank">Fondazione OAT</a>)</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-6596" title="Koolhaas_lecture" src="http://www.cluster.eu/v4/wp-content/uploads/2011/04/Koolhaas_lecture.jpg" alt="" width="540" height="372" /><br />
<em><span style="font-size: xx-small;">© Jana Sebestova, foto concesse da Fondazione OAT</span></em></p>
<p>Ciò che ci si poteva aspettare era un riconoscimento degli indiscutibili contributi apportati dalla democrazia alla realizzazione di spazi per le nostre città. Invece, il resoconto di Koolhaas sul rapporto tra architettura e democrazia identifica il ruolo essenziale che le politiche e l’economia di mercato hanno rivestito nella definizione di questa <em>liason</em>. Per delineare la questione Koolhaas presenta una ricca successione di parole, immagini e progetti, in una riflessione che ci giuda attraverso le fragilità dei sistemi democratici, una condizione che facilmente ha dato spazio alla speculazione economica e alla costituzione di false utopie. [Si vedano di seguito alcuni dei progetti mostrati durante la conferenza]</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-6563" title="WEB_fllw" src="http://www.cluster.eu/v4/wp-content/uploads/2011/04/WEB_fllw.jpg" alt="" width="540" height="788" /><br />
<em><span style="font-size: xx-small;">1934 Frank Lloyd Wright &#8211; Broadacre city © Fondazione Frank Lloyd Wright Fonte: <a href="http://www.fabiofeminofantascience.org/RETROFUTURE/RETROFUTURE11.html">http://www.fabiofeminofantascience.org/RETROFUTURE/RETROFUTURE11.html<br />
</a></span></em></p>
<p>Dato l’indubbio riconoscimento delle virtù della democrazia, gli architetti hanno costruito un vocabolario per discuterne, utilizzando un linguaggio deliberatamene prevenuto, diventando critici delle loro stesse opere. L’architettura definita come <em>“spazi verdi ed edifici a bassa scala con alberi sulla sommità”</em>, come rivela il modello Vancouver, un esempio realizzato per non ricorrere nuovamente alla parola “sostenibilità”, hanno prodotto uno skyline di icone che non fanno altro che rafforzare l’idea di unicità come valore, sacrificando non solo la qualità dell’architettura ma lasciando anche poco spazio alla spontaneità, vera essenza dei luoghi democratici.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-6562" title="WEB_bofill" src="http://www.cluster.eu/v4/wp-content/uploads/2011/04/WEB_bofill.jpg" alt="" width="540" height="335" /><br />
<em><span style="font-size: xx-small;">Les Espaces d&#8217;Abraxas, Marne-la-Vallée, di Ricardo Bofill, 1978-83.<br />
Fonte: <a href="http://www.idehist.uu.se/distans/ilmh/pm/bofill-abraxas.htm ">http://www.idehist.uu.se/distans/ilmh/pm/bofill-abraxas.htm<br />
</a></span></em></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-6564" title="WEB_guggenheim" src="http://www.cluster.eu/v4/wp-content/uploads/2011/04/WEB_guggenheim.jpg" alt="" width="540" height="784" /><br />
<em><span style="font-size: xx-small;">Guggenheim Bilbao, Frank Gehry ©elperroverde.com<br />
Fonte: <a href="http://www.flickr.com/photos/namistai/52625689/ ">http://www.flickr.com/photos/namistai/52625689/<br />
</a></span></em></p>
<p>La conferenza ha messo in luce interessanti questioni, che hanno accentuato il mutamento dei valori collettivi all’interno società contemporanea e, quindi, condizionato l’apprezzamento e la realizzazione dell’ambiente costruito: il predominio del “regime dello ¥€$” e la sua responsabilità nella definizione degli standard di vita, del nuovo linguaggio architettonico e degli interventi sugli spazi pubblici; la compresenza di diversi sistemi politici, segnati da fallimentari iniziative volte al riconoscimento della necessità di un approccio criticamente informato sui regimi autoritari e le loro dinamiche; l’attuale mediocrità del sistema politico, che ha trasformato tutto ciò che non è democrazia in “male”, incoraggiando l’indifferenza e il diffondersi di un’attitudine ostile, affinché la critica possa essere legittimata in quanto volta ad altre popolazioni, agli “altri”, come sono definiti coloro che vivono in questi contesti; gli effetti devastanti dell’economia di mercato sulle conoscenze accumulate, sulla disparità sociale, sull’architettura e sulla vita urbana; l’invasione dello shopping in ogni ambiente e il suo consolidamento come unica forma di spazio pubblico; la stagnazione del discorso architettonico e la necessità di un codice di comportamento responsabile; la generale disapprovazione dell’impegno messo a punto da alcuni architetti (incluso lui stesso) con i regimi non democratici ed il mondo arabo, basato su un’inconsapevolezza del loro “sforzo di capire il suo significato e i valori potenziali per reinventare presupposti saldi, per utilizzare l’architettura per la ricerca di un metodo volto alla distruzione dei loro paesaggi esistenti e per sottrarsi ad un moralismo europeo che condurrà esclusivamente all’isolamento”.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-6565" title="WEB_parthenon" src="http://www.cluster.eu/v4/wp-content/uploads/2011/04/WEB_parthenon.jpg" alt="" width="540" height="304" /><br />
<em><span style="font-size: xx-small;">Partenone: Foto di Danov<br />
Fonte: <a href="http://my.opera.com/danov/albums  ">http://my.opera.com/danov/albums</a></span></em></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-6561" title="WEB_timemagcovers" src="http://www.cluster.eu/v4/wp-content/uploads/2011/04/WEB_timemagcovers.jpg" alt="" width="540" height="485" /><br />
<em><span style="font-size: xx-small;">Copertina del Time Magazine: in ordine &#8211; Frank Lloyd Wright, Buckminster Fuller, Le Corbusier, Mark Zuckerberg, Steve Jobs, Barack Obama<br />
Fonte: <a href="http://www.time.com/time/archive/">http://www.time.com/time/archive/</a></span></em></p>
<p>L’intervento di Koolhaas, presentato mediante un modello intenzionalmente controverso, ci permette di riflettere sul cambiamento del significato di “essere architetto”: dall’accezione originaria di semplice fruitore dello <em>jus aedificandi</em>, al nuovo ruolo di mediatore sociale, politico ed economico. Koolhaas sottolinea il nostro dovere di invocatori di democrazia e la necessità di dover mettere in discussione verità prestabilite ed i sistemi maggiormente diffusi, sottintendendo un riferimento a quei valori propugnati da una delle figure italiane più influenti nella definizione dell’idea di democrazia: <em>“Ogni diritto è il frutto d&#8217;un dovere compiuto. Ogni uomo è tenuto a finalizzare ogni sua facoltà al suo compimento. Egli deriva la sua regola di azione dalla convinzione profonda di questo dovere”</em> (Giuseppe Mazzini).</p>
<p><strong>A breve l&#8217;intervista a Rem Koolhaas</strong></p>
<p>Articolo tradotto da <a href="http://www.cluster.eu/alessandra-pellicano/" target="_blank">Alessandra Pellicanò</a></p>
<p><a href="http://biennaledemocrazia.it/ " target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-6643" title="sw_biennale" src="http://www.cluster.eu/v4/wp-content/uploads/2011/04/sw_biennale.jpg" alt="" width="133" height="120" /></a> <a href="http://www.to.archiworld.it/OTO/Engine/RAServePG.php/P/55181OTO0500/M/55271OTO1101" target="_blank"><img title="sw_ecodem" src="http://www.cluster.eu/v4/wp-content/uploads/2011/04/sw_ecodem.jpg" alt="" width="74" height="120" /></a> <a href="http://www.to.archiworld.it/OTO/Engine/RAServePG.php/P/55141OTO1900/M/55271OTO1100" target="_blank"><img title="WEB_OAT" src="http://www.cluster.eu/v4/wp-content/uploads/2011/04/WEB_OAT1.jpg" alt="" width="145" height="71" /></a><a href="http://www.to.archiworld.it/OTO/Engine/RAServePG.php/P/55141OTO1900/M/55271OTO1100" target="_blank"></a></p>

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		<title>Low Cost Design: la creatività spontanea secondo Daniele Pario Perra</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Dec 2010 13:59:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>m.caines</dc:creator>
				<category><![CDATA[design]]></category>
		<category><![CDATA[creativity]]></category>

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		<description><![CDATA[Post di Alessandra Pellicanò (Per leggere il post in inglese cliccare &#8220;Inglese&#8221; nella barra del menù sovrastante) Daniele Pario Perra, ricercatore e designer, ha recentemente pubblicato il testo intitolato “Low Cost Design”, un database di 7000 scatti fotografici realizzati tra l’Europa e l’area mediterranea, raffiguranti esempi di creatività popolare. Portariviste (persiana) Il design qui presentato si [...]]]></description>
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<p>Post di <a href="http://www.cluster.eu/alessandra-pellicano/">Alessandra Pellicanò</a></p>
<p>(Per leggere il post in inglese cliccare &#8220;Inglese&#8221; nella barra del menù sovrastante)</p>
<p>Daniele Pario Perra, ricercatore e designer, ha recentemente pubblicato il testo intitolato “Low Cost Design”, un database di 7000 scatti fotografici realizzati tra l’Europa e l’area mediterranea, raffiguranti esempi di creatività popolare.</p>
<p><span style="mso-ansi-language: EN-GB;" lang="EN-GB"><span style="font-size: small;"><span style="mso-ansi-language: EN-GB;"><img class="aligncenter size-full wp-image-5695" title="persiane" src="http://www.cluster.eu/v4/wp-content/uploads/2010/12/persiane.jpg" alt="persiane" width="540" height="377" /></span></span></span><em><span style="font-size: xx-small;">Portariviste (persiana)</span></em></p>
<div>
<p>Il design qui presentato si discosta dalla sua immagine tradizionale, da quella sua connotazione elitaria, che spesso lo allontana dalla portata dei più. L’obiettivo di Daniele Pario Perra è l’indagine di quella spontaneità creativa che è entrata a far parte della quotidianità, arrivando a fondersi quasi con questa a tal punto da divenire difficilmente riconoscibile per un osservatore superficiale. Si tratta quindi di un design partecipativo, nato non nei grandi uffici di progettazione, ma dalla semplicità di progettisti improvvisati ed anonimi: questi possiedono abilità intuitive ed astrattive che consentono loro di considerare gli oggetti in divenire, prevedendone la<span style="mso-spacerun: yes;"> </span>trasformazione ed il reimpiego per nuovi fini, sempre connessi al contesto culturale, ma non necessariamente geografico, di provenienza.</div>
<p>Il testo si articola in due macrosezioni riguardanti gli oggetti e le azioni: i primi comprendono le immagini di manufatti suddivisi in cinque livelli, secondo una scala di valori che cresce in proporzione all’incremento della capacità di risolvere in modo semplice problemi complessi. Tra questi troviamo, ad esempio, un comodino realizzato con una bobina per cavi elettrici, le persiane utilizzate come portariviste o ancora la passerella per l’ingresso o l’uscita dei gatti dall’abitazione.</p>
<p><span style="mso-ansi-language: EN-GB;" lang="EN-GB"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Calibrì;"><span style="mso-ansi-language: EN-GB;" lang="EN-GB"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Calibrì;"><img class="aligncenter size-full wp-image-5696" title="bobina" src="http://www.cluster.eu/v4/wp-content/uploads/2010/12/bobina.jpg" alt="bobina" width="540" height="382" /></span></span></span><em><span style="font-size: xx-small;">Comodino con portabicchiere centrale (bobina per cavi elettrici)</span></em></span></span></span></p>
<p> Con la categoria delle “azioni” Daniele Pario Perra amplia il concetto di “design low cost”, trasferendolo dalla più puntuale trasformazione di un oggetto alla modifica di spazi pubblici per la soddisfazione di esigenze rimaste irrisolte. In questa sezione sono quindi inclusi i meccanismi e le pratiche volte alla gestione partecipata del territorio. Esempio emblematico in tal senso è la rappresentazione di una porta da calcio dipinta sulla cancellata di una chiesa, in modo tale da poter sfruttare lo spazio antistante per il divertimento pubblico.</p>
<p class="MsoNormalCxSpFirst" style="text-align: justify; line-height: 12pt;"><img class="aligncenter size-full wp-image-5697" title="cancello" src="http://www.cluster.eu/v4/wp-content/uploads/2010/12/cancello.jpg" alt="cancello" width="540" height="374" /><span style="font-size: xx-small;"><em>Porte da calcio dipinte sul cancello di una chiesa</em></span></p>
<p class="MsoNormalCxSpFirst" style="line-height: 12pt;"><span style="font-size: xx-small;"></span></p>
<p class="MsoNormalCxSpFirst" style="line-height: 12pt;"><span style="font-size: xx-small;"><span style="font-size: small;">&#8220;Low Cost Design&#8221; è un libro di Daniele Pario Perra con la partecipazione di Emiliano Gandolfi e testi di Bebbe Finessi, Francesco Morace e Piergluigi Sacco</span></span></p>
<p class="MsoNormalCxSpFirst" style="line-height: 12pt;"><span style="font-size: xx-small;"><span style="font-size: small;">Grazie a Valentina Carta di <a href="http://www.interactiondesign-lab.com">Interaction Design Lab </a>per il link!</span><br />
</span></p>

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		<title>Acqua portabile per Haiti: aiutate, per favore!</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Jan 2010 16:09:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>m.caines</dc:creator>
				<category><![CDATA[design]]></category>
		<category><![CDATA[innovation]]></category>
		<category><![CDATA[Haiti]]></category>
		<category><![CDATA[Index]]></category>
		<category><![CDATA[lifestraw]]></category>
		<category><![CDATA[water]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; Images Courtesy Vestergaard Frandsen Cluster sostiene un progetto che contribuisce a dare alle vittime del terremoto di Haiti accesso ad acqua potabile e sicura – ci sembra una bellissima idea! La crisi umanitaria di Haiti durerà ben più a lungo del terremoto che ha colpito il paese il 12 gennaio 2010; sete, fame e [...]]]></description>
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</form>
<p><font size="4">&nbsp;</font><br />
<img src="http://www.cluster.eu/v4/wp-content/uploads/2010/01/lifestraw.jpg" alt="lifestraw" title="lifestraw" width="540" height="342" class="aligncenter size-full wp-image-3682" /><br />
<em><font size="1">Images Courtesy Vestergaard Frandsen</font size="1"></em></p>
<p><strong>Cluster</strong> sostiene un progetto che contribuisce a dare alle vittime del terremoto di Haiti accesso ad acqua potabile e sicura – ci sembra una bellissima idea! La crisi umanitaria di Haiti durerà ben più a lungo del terremoto che ha colpito il paese il 12 gennaio 2010; sete, fame e malattia abbondano, i rifornimenti di cibo ed acqua sono scarsi ed i sopravvissuti sono fortemente esposti al rischio di contrarre malattie trasmesse attraverso l’acqua attraverso l’assunzione di acqua contaminata. </p>
<p>Haiti ha bisogno di aiuto, ora più che mai.</p>
<p><strong><a href="http://www.drinkingwaterforhaiti.wordpress.com" target="_blank">Drinking Water for Haiti</a></strong> (Acqua Potabile per Haiti) vuole contribuire donando almeno 500 unità di <strong>LifeStraw</strong> alla popolazione, per contribuire ad offrire acqua sicura e contenere la diffusione di malattie potenzialmente mortali tra i sopravvissuti.</p>
<p>Riconosciuto da più premi, <strong>LifeStraw</strong> è una sorta di cannuccia o cilindro, pratico, tascabile e che utilizza tecnologia avanzata per trasformare acqua contaminata in acqua potabile filtrandola ed uccidendone i batteri mentre viene assorbita lungo il tubo.</p>
<p>Facile da usare e leggera, LifeStraw offre inoltre una notevole facilità di distribuzione e può essere portata con sé per permetterne l’utilizzo fuori casa, non richiede corrente elettrica ed ha una vita di circa un anno (calcolando un consumo di circa 2 litri d’acqua al giorno).<br />
<span id="more-3681"></span></p>
<p><img src="http://www.cluster.eu/v4/wp-content/uploads/2010/01/drinkingwaterforhaiti1.jpg" alt="drinkingwaterforhaiti1" title="drinkingwaterforhaiti1" width="540" height="260" class="aligncenter size-full wp-image-3686" /></p>
<p>La <strong>LifeStraw</strong> fu progettata nel 2005 dalla società <a href="http://www.vestergaard-frandsen.com" target="_blank">Vestergaard Frandsen</a> in risposta al problema cronico e dalle gravissime conseguenze del consumo di acqua contaminata, causa di patologie intestinali tra cui  la diarrea. Il prodotto ha immediatamente ottenuto riconoscimenti grazie al suo disegno pratico, ottenendo importanti premi nel campo del design, il primo tra i quali è il premio 2005 INDEX: design to improve life. Da allora il prodotto è stato utilizzato con successo su scala mondiale, per esempio nel Myanmar dopo il ciclone Nargis, e in zone terremotate dell’Asia, e viene utilizzato correntemente in altre zone del mondo dove le riserve d’acqua sono insufficienti.</p>
<p><strong>Vestergaard Frandsen</strong> é una società europea specializzata nell’assistenza d’emergenza in situazioni complesse, ed in prodotti per il controllo delle malattie. La società opera  secondo il modello “non profit for a purpose” in ambito di imprenditorialità con missione umanitaria. Vestergaard Frandsen é stata fondata nel  1957, riuscendo a diventare una multinazionale leader nello sforzo verso il raggiungimento degli obliettivi ONU Millennium Development Goals.</p>
<p><span style="font-size: medium;"><strong>Aiutate, per favore: donate o passate parola</span></strong><br />
L’intervento volto ad offrire acqua sicura ha un enorme potenziale nel trasformare la vita di milioni di persone. Gli strumenti di filtrazione dell’acqua non solo offrono acqua sicura e potabile, ma hanno anche un impatto positivo sulla salute delle popolazioni più vulnerabili: bambini, donne in gravidanza, e tutti coloro che hanno un sistema immunitario debilitato.</p>
<p>L’obiettivo del nostro progetto è raccogliere fondi per donare almeno 500 unità di LifeStraw al popolo di Haiti; per raggiungere questo obiettivo dobbiamo arrivare alla cifra di 3500 dollari entro il 28 Febbraio 2010.<br />
Le donazioni possono essere fatte attraverso il nostro sito utilizzando<em> Paypal</em> o con bonifico sul sito del progetto <strong><a href="http://www.drinkingwaterforhaiti.wordpress.com" target="_blank">drinking water for haiti</a></strong></p>
<p>Potete inoltre sostenere il nostro progetto aiutandoci a passare parola, aggiungendo il nostro logo al vostro sito internet o blog, e aggiungendo la nostra pagina di Facebook. Troverete tutte le informazioni utili su <strong><a href="http://www.drinkingwaterforhaiti.wordpress.com" target="_blank">drinking water for haiti</a></strong></p>
<p>Articoli correlati su: <a href="http://www.indexaward.dk/index.php?option=com_content_custom&#038;view=article&#038;id=438&#038;catid=18&#038;Itemid=287" target="_blank">INDEX: Design to Improve life</a> e <a href="http://www.studiolabo.it/blog/?p=1841" target="_blank">Studiolablog</a></p>
<p>*Cluster é una associazione culturale non a scopo di lucro (l’Associazione Cluster per l’innovazione) ed è pertanto autorizzata alla raccolta di donazioni per beneficenza. Per ulteriori domande o informazioni, scrivete a redazione@cluster.eu</p>

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		<title>The 4° World Map: L&#8217;impatto dell&#8217;aumento di 4° della temperatura globale</title>
		<link>http://www.cluster.eu/it/2009/10/23/the-4%c2%b0-world-map-visualizing-the-impact-of-climate-changethe-4%c2%b0-world-map-limpatto-dellaumento-di-4%c2%b0-della-temperatura-globale/</link>
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		<pubDate>Fri, 23 Oct 2009 12:24:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>m.caines</dc:creator>
				<category><![CDATA[politics]]></category>
		<category><![CDATA[sustainability]]></category>
		<category><![CDATA[Copenhagen]]></category>
		<category><![CDATA[Global warming]]></category>
		<category><![CDATA[interactive maps]]></category>
		<category><![CDATA[riscaldamento globale]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 22 ottobre il Ministro degli Esteri (David Miliband) e il Ministro per l&#8217;Energia e i Cambiamenti Climatici (Ed Miliband) hanno lanciato nel Regno Unito la UK Met Office Hadley Centre’s 4 Degree World Map, una mappa che illustra alcuni dei possibili effetti in caso di aumento delle temperature medie del pianeta nella misura di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[
<p>Il 22 ottobre il Ministro degli Esteri (David Miliband) e il Ministro per l&#8217;Energia e  i Cambiamenti Climatici  (Ed Miliband)  hanno lanciato nel Regno Unito la UK Met Office Hadley Centre’s 4 Degree World Map,  una mappa che illustra alcuni dei possibili effetti in caso di aumento delle temperature medie del pianeta nella misura di 4 °C (7 °F) al di sopra della media preindustriale. </p>
<p>La Mappa, realizzata dal Met Office Hadley Centre con finanzimenti pubblici, ha lo scopo di far comprendere quale potrebbe essere l’impatto sull’uomo di cambiamenti climatici sostanziali e quindi cosa succederebbe se non si riuscisse a concludere un accordo a Copenhagen. </p>
<p>La mappa riporta i dati scientifici più aggiornati su quest’impatto e dimostra come gli effetti dei cambiamenti climatici si faranno sentire in tutto il globo.</p>
<p>Come utilizzare la mappa: questa versione interattiva della mappa di 4 gradi permette di selezionare il tipo di impatto che si vuole vedere, di zoomare su particolari località geografiche ed accedere ad ulteriori informazioni sui dati scientifici sui cui è basata la mappa. Cliccare sulla mappa per attivare i comandi. </p>
<p><OBJECT classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=9,0,0,0" WIDTH="540" HEIGHT="540" id="4-degree-map"> <PARAM NAME=movie VALUE="http://www.actoncopenhagen.decc.gov.uk/content/en/embeds/flash/4-degree-map-final"> <PARAM NAME=quality VALUE="high"> <PARAM NAME=bgcolor VALUE="#ffffff"> <EMBED src="http://www.actoncopenhagen.decc.gov.uk/content/en/embeds/flash/4-degree-map-final" quality=high bgcolor=#ffffff WIDTH="540" HEIGHT="540" NAME="4-degree-map" ALIGN="" TYPE="application/x-shockwave-flash"/> </OBJECT></p>
<p>Visitate: <a href="http://www.actoncopenhagen.decc.gov.uk/en/ambition/evidence/4-degrees-map/" target"_blank">Act on Copenhagen</a></p>
<p>(<em>Grazie a Barbara Mariani della British Embassy Rome</em>)</p>

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		<title>La rivoluzione ecologica francese: quali prospettive per un progetto politico ecologista?</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Sep 2009 08:31:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>m.caines</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Democracy]]></category>
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		<description><![CDATA[Un dettagliato racconto della rivoluzione ecologica francese rivela il rapporto complesso tra democrazia e politica ecologista. In quest’articolo Alessandro Mengozzi sostiene che per salvare il suo futuro quasi obliquo la politica ecologista dovrebbe diluire il suo messaggio, aprirsi di più alla mediazione e impegnarsi nella democrazia partecipativa.]]></description>
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<p>Un dettagliato racconto della rivoluzione ecologica francese rivela il rapporto complesso tra democrazia e politica ecologista. In quest’articolo <a href="http://www.cluster.eu/alessandro-mengozzi/" target="_blank">Alessandro Mengozzi</a> sostiene che per salvare il suo futuro quasi obliquo la politica ecologista dovrebbe diluire il suo messaggio, aprirsi di più alla mediazione e impegnarsi nella democrazia partecipativa.</p>

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