Basta Scrivere?

martedì, marzo 17, 2009 8:21

Posted by Cluster written by Rebecca Treves

Scrivo un blog? Una newsletter? Creo un sito, una rivista online?
Un account su Facebook ce l’ho già, Msn ormai e’ di uso comune, con Skype parlo amici e parenti quando sono via, già da tempo.

Potrei continuare a riempire questi elenchi ancora un po’: le cose che mi incuriosiscono, che ancora non ho scoperto e le cose che invece sono diventate di uso quotidiano.
Ultimamente mi sono soffermata sui blog e su altre iniziative online: mi sono incuriosita leggendo le parole che altre persone hanno scelto di condividere con il pubblico della rete. Forse la televisione ha rallentato il passo, scordandosi l’enorme significato che possono avere le immagini e le parole che emana. Anche i telegiornali sembrerebbero bloccati e ancora legati a linguaggi e schemi rigidi. Non voglio aprire una critica, ma anche l’amata carta stampata, i grandi quotidiani, mostrano una staticità dei metodi. Forse è anche per questo che grandi comunicatori, esperti grafici, fotografi hanno trovato spazio per sbizzarrirsi usando altri canali.
Ci sono blog che ormai permetto agli ideatori di vivere grazie alla pubblicità e alle donazioni degli utenti. Sono pochi, certo, ma mi sembra un indice utile per capire il successo di questo strumento. Facebook non è più una novità. Ormai tutti sanno cos’e’: c’e’ già chi lo ama e chi invece lo critica. L’ideatore, Mark Zuckerberg, è ormai una celebrità. Le newsletter sono uno strumento sempre più utile, anche se ancora poco diffuso in Italia. Sono nate agenzie che si occupano di creare newsletter ad hoc per aziende e privati, con argomenti di un settore specifico.

Proprio per questi successi e per l’enorme diffusione che la rete permette, si sono accesi dibattiti sul linguaggio. Che termini usare in un blog? Come va costruita una newsletter? Come fare a inserire elementi grafici e immagini in maniera coerente e stimolante? Sono domande fondamentali, che costringono gli ideatori a continue modifiche e miglioramenti, per cercare di incuriosire il lettore e portarlo fino alla fine del pezzo. Sono nate figure professionali che si occupano di questo: di costruire, correggere, organizzare le newsletter, le presentazioni Power Point, i siti.
In un mondo in cui il marketing, la pubblicità rende qualsiasi novità, invenzione, un oggetto da sponsorizzata in tutto il mondo, diventa fondamentale la scelta della parola, del colore, del font, di ogni piccolo particolare. E così come può non nascere il dibattito intorno alla scrittura, alla comunicazione sulla rete. C’e’ un modo giusto, più efficace? Bisogna usare un linguaggio più colloquiale o invece bisogna resistere e mantenere uno stile più elevato? Io non penso che ci sia un modo piu’ legittimo per scrivere. La scelta delle parole può essere infinita, ma lo scopo del comunicatore è di attirare l’attenzione del maggior numero di lettori, appassionarli e tenerli curiosi fino alla fine. Penso che siano la chiarezza, l’efficacia, insieme con la creatività e l’innovazione, le basi per costruire qualcosa di nuovo, di potenzialmente di successo. Certo la correttezza grammaticale e un linguaggio coerente sono fondamentali, ma non basta: una mail deve essere avvincente, deve avere gli spazi giusti, dare respiro al lettore. “Perdere tempo è una vera scocciatura” dice Jacob Nielsen, sostenitore del concetto di Usability. Ecco perché la grafica e la scrittura si fanno cosa sola sulle pagine internet e devono collaborare per produrre un prodotto pulito ed efficace.

REBECCA TREVES

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