Verso una democrazia informata: dubbi, riflessioni, scelte

martedì, aprile 26, 2011 13:18

Post diGricelys Rosario

Recensione della conferenza di Rem Koolhaas: “Architettura e democrazia”
Biennale Democrazia 2011 l Teatro Carignano l Torino, 15 Aprile 2011
Sponsorizzata dalla Fondazione Ordine Architetti Torino (Fondazione OAT)


© Jana Sebestova, foto concesse da Fondazione OAT

Ciò che ci si poteva aspettare era un riconoscimento degli indiscutibili contributi apportati dalla democrazia alla realizzazione di spazi per le nostre città. Invece, il resoconto di Koolhaas sul rapporto tra architettura e democrazia identifica il ruolo essenziale che le politiche e l’economia di mercato hanno rivestito nella definizione di questa liason. Per delineare la questione Koolhaas presenta una ricca successione di parole, immagini e progetti, in una riflessione che ci giuda attraverso le fragilità dei sistemi democratici, una condizione che facilmente ha dato spazio alla speculazione economica e alla costituzione di false utopie. [Si vedano di seguito alcuni dei progetti mostrati durante la conferenza]


1934 Frank Lloyd Wright – Broadacre city © Fondazione Frank Lloyd Wright Fonte: http://www.fabiofeminofantascience.org/RETROFUTURE/RETROFUTURE11.html

Dato l’indubbio riconoscimento delle virtù della democrazia, gli architetti hanno costruito un vocabolario per discuterne, utilizzando un linguaggio deliberatamene prevenuto, diventando critici delle loro stesse opere. L’architettura definita come “spazi verdi ed edifici a bassa scala con alberi sulla sommità”, come rivela il modello Vancouver, un esempio realizzato per non ricorrere nuovamente alla parola “sostenibilità”, hanno prodotto uno skyline di icone che non fanno altro che rafforzare l’idea di unicità come valore, sacrificando non solo la qualità dell’architettura ma lasciando anche poco spazio alla spontaneità, vera essenza dei luoghi democratici.


Les Espaces d’Abraxas, Marne-la-Vallée, di Ricardo Bofill, 1978-83.
Fonte: http://www.idehist.uu.se/distans/ilmh/pm/bofill-abraxas.htm


Guggenheim Bilbao, Frank Gehry ©elperroverde.com
Fonte: http://www.flickr.com/photos/namistai/52625689/

La conferenza ha messo in luce interessanti questioni, che hanno accentuato il mutamento dei valori collettivi all’interno società contemporanea e, quindi, condizionato l’apprezzamento e la realizzazione dell’ambiente costruito: il predominio del “regime dello ¥€$” e la sua responsabilità nella definizione degli standard di vita, del nuovo linguaggio architettonico e degli interventi sugli spazi pubblici; la compresenza di diversi sistemi politici, segnati da fallimentari iniziative volte al riconoscimento della necessità di un approccio criticamente informato sui regimi autoritari e le loro dinamiche; l’attuale mediocrità del sistema politico, che ha trasformato tutto ciò che non è democrazia in “male”, incoraggiando l’indifferenza e il diffondersi di un’attitudine ostile, affinché la critica possa essere legittimata in quanto volta ad altre popolazioni, agli “altri”, come sono definiti coloro che vivono in questi contesti; gli effetti devastanti dell’economia di mercato sulle conoscenze accumulate, sulla disparità sociale, sull’architettura e sulla vita urbana; l’invasione dello shopping in ogni ambiente e il suo consolidamento come unica forma di spazio pubblico; la stagnazione del discorso architettonico e la necessità di un codice di comportamento responsabile; la generale disapprovazione dell’impegno messo a punto da alcuni architetti (incluso lui stesso) con i regimi non democratici ed il mondo arabo, basato su un’inconsapevolezza del loro “sforzo di capire il suo significato e i valori potenziali per reinventare presupposti saldi, per utilizzare l’architettura per la ricerca di un metodo volto alla distruzione dei loro paesaggi esistenti e per sottrarsi ad un moralismo europeo che condurrà esclusivamente all’isolamento”.


Partenone: Foto di Danov
Fonte: http://my.opera.com/danov/albums


Copertina del Time Magazine: in ordine – Frank Lloyd Wright, Buckminster Fuller, Le Corbusier, Mark Zuckerberg, Steve Jobs, Barack Obama
Fonte: http://www.time.com/time/archive/

L’intervento di Koolhaas, presentato mediante un modello intenzionalmente controverso, ci permette di riflettere sul cambiamento del significato di “essere architetto”: dall’accezione originaria di semplice fruitore dello jus aedificandi, al nuovo ruolo di mediatore sociale, politico ed economico. Koolhaas sottolinea il nostro dovere di invocatori di democrazia e la necessità di dover mettere in discussione verità prestabilite ed i sistemi maggiormente diffusi, sottintendendo un riferimento a quei valori propugnati da una delle figure italiane più influenti nella definizione dell’idea di democrazia: “Ogni diritto è il frutto d’un dovere compiuto. Ogni uomo è tenuto a finalizzare ogni sua facoltà al suo compimento. Egli deriva la sua regola di azione dalla convinzione profonda di questo dovere” (Giuseppe Mazzini).

A breve l’intervista a Rem Koolhaas

Articolo tradotto da Alessandra Pellicanò

Category: design

Low Cost Design: la creatività spontanea secondo Daniele Pario Perra

giovedì, dicembre 16, 2010 15:59

Post di Alessandra Pellicanò

(Per leggere il post in inglese cliccare “Inglese” nella barra del menù sovrastante)

Daniele Pario Perra, ricercatore e designer, ha recentemente pubblicato il testo intitolato “Low Cost Design”, un database di 7000 scatti fotografici realizzati tra l’Europa e l’area mediterranea, raffiguranti esempi di creatività popolare.

persianePortariviste (persiana)

Il design qui presentato si discosta dalla sua immagine tradizionale, da quella sua connotazione elitaria, che spesso lo allontana dalla portata dei più. L’obiettivo di Daniele Pario Perra è l’indagine di quella spontaneità creativa che è entrata a far parte della quotidianità, arrivando a fondersi quasi con questa a tal punto da divenire difficilmente riconoscibile per un osservatore superficiale. Si tratta quindi di un design partecipativo, nato non nei grandi uffici di progettazione, ma dalla semplicità di progettisti improvvisati ed anonimi: questi possiedono abilità intuitive ed astrattive che consentono loro di considerare gli oggetti in divenire, prevedendone la trasformazione ed il reimpiego per nuovi fini, sempre connessi al contesto culturale, ma non necessariamente geografico, di provenienza.

Il testo si articola in due macrosezioni riguardanti gli oggetti e le azioni: i primi comprendono le immagini di manufatti suddivisi in cinque livelli, secondo una scala di valori che cresce in proporzione all’incremento della capacità di risolvere in modo semplice problemi complessi. Tra questi troviamo, ad esempio, un comodino realizzato con una bobina per cavi elettrici, le persiane utilizzate come portariviste o ancora la passerella per l’ingresso o l’uscita dei gatti dall’abitazione.

bobinaComodino con portabicchiere centrale (bobina per cavi elettrici)

 Con la categoria delle “azioni” Daniele Pario Perra amplia il concetto di “design low cost”, trasferendolo dalla più puntuale trasformazione di un oggetto alla modifica di spazi pubblici per la soddisfazione di esigenze rimaste irrisolte. In questa sezione sono quindi inclusi i meccanismi e le pratiche volte alla gestione partecipata del territorio. Esempio emblematico in tal senso è la rappresentazione di una porta da calcio dipinta sulla cancellata di una chiesa, in modo tale da poter sfruttare lo spazio antistante per il divertimento pubblico.

cancelloPorte da calcio dipinte sul cancello di una chiesa

“Low Cost Design” è un libro di Daniele Pario Perra con la partecipazione di Emiliano Gandolfi e testi di Bebbe Finessi, Francesco Morace e Piergluigi Sacco

Grazie a Valentina Carta di Interaction Design Lab per il link!

Acqua portabile per Haiti: aiutate, per favore!

martedì, gennaio 26, 2010 18:09

 
lifestraw
Images Courtesy Vestergaard Frandsen

Cluster sostiene un progetto che contribuisce a dare alle vittime del terremoto di Haiti accesso ad acqua potabile e sicura – ci sembra una bellissima idea! La crisi umanitaria di Haiti durerà ben più a lungo del terremoto che ha colpito il paese il 12 gennaio 2010; sete, fame e malattia abbondano, i rifornimenti di cibo ed acqua sono scarsi ed i sopravvissuti sono fortemente esposti al rischio di contrarre malattie trasmesse attraverso l’acqua attraverso l’assunzione di acqua contaminata.

Haiti ha bisogno di aiuto, ora più che mai.

Drinking Water for Haiti (Acqua Potabile per Haiti) vuole contribuire donando almeno 500 unità di LifeStraw alla popolazione, per contribuire ad offrire acqua sicura e contenere la diffusione di malattie potenzialmente mortali tra i sopravvissuti.

Riconosciuto da più premi, LifeStraw è una sorta di cannuccia o cilindro, pratico, tascabile e che utilizza tecnologia avanzata per trasformare acqua contaminata in acqua potabile filtrandola ed uccidendone i batteri mentre viene assorbita lungo il tubo.

Facile da usare e leggera, LifeStraw offre inoltre una notevole facilità di distribuzione e può essere portata con sé per permetterne l’utilizzo fuori casa, non richiede corrente elettrica ed ha una vita di circa un anno (calcolando un consumo di circa 2 litri d’acqua al giorno).
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The 4° World Map: L’impatto dell’aumento di 4° della temperatura globale

venerdì, ottobre 23, 2009 14:24

Il 22 ottobre il Ministro degli Esteri (David Miliband) e il Ministro per l’Energia e i Cambiamenti Climatici (Ed Miliband) hanno lanciato nel Regno Unito la UK Met Office Hadley Centre’s 4 Degree World Map, una mappa che illustra alcuni dei possibili effetti in caso di aumento delle temperature medie del pianeta nella misura di 4 °C (7 °F) al di sopra della media preindustriale.

La Mappa, realizzata dal Met Office Hadley Centre con finanzimenti pubblici, ha lo scopo di far comprendere quale potrebbe essere l’impatto sull’uomo di cambiamenti climatici sostanziali e quindi cosa succederebbe se non si riuscisse a concludere un accordo a Copenhagen.

La mappa riporta i dati scientifici più aggiornati su quest’impatto e dimostra come gli effetti dei cambiamenti climatici si faranno sentire in tutto il globo.

Come utilizzare la mappa: questa versione interattiva della mappa di 4 gradi permette di selezionare il tipo di impatto che si vuole vedere, di zoomare su particolari località geografiche ed accedere ad ulteriori informazioni sui dati scientifici sui cui è basata la mappa. Cliccare sulla mappa per attivare i comandi.

Visitate: Act on Copenhagen

(Grazie a Barbara Mariani della British Embassy Rome)

Category: politics

La rivoluzione ecologica francese: quali prospettive per un progetto politico ecologista?

sabato, settembre 5, 2009 10:31

Un dettagliato racconto della rivoluzione ecologica francese rivela il rapporto complesso tra democrazia e politica ecologista. In quest’articolo Alessandro Mengozzi sostiene che per salvare il suo futuro quasi obliquo la politica ecologista dovrebbe diluire il suo messaggio, aprirsi di più alla mediazione e impegnarsi nella democrazia partecipativa.